Cannabis e fame: munchies, appetito e utilizzo medico

“Munchies” — il forte appetito dopo il consumo di cannabis — è una delle effetti collaterali più note del THC. Ciò che sembra uno scherzo ha una precisa spiegazione neurobiologica. E la stessa meccanica che spinge i consumatori occasionali verso il frigorifero viene utilizzata intenzionalmente in medicina.

Come il THC scatena la fame: il meccanismo

I recettori CB1 si trovano nell’ipotalamo ventromediale (VMH) — l’area che regola il senso di sazietà. Il THC si lega a questi recettori e inverte il segnale normale di sazietà:

  • Stato normale: Quando il corpo è sazio, i neuroni POMC nell’ipotalamo rilasciano α-MSH — un segnale per “smettere di mangiare”. L’attivazione dei recettori CB1 inibisce questi neuroni.
  • Effetto del THC: Il THC attiva i recettori CB1 di questi neuroni di sazietà e blocca il messaggio di sazietà — il corpo si comporta come se fosse affamato, anche se è sazio.
  • Aumento del ghrelin: Il THC aumenta i livelli di ghrelin — l’ormone principale della fame, normalmente rilasciato prima dei pasti
  • Odore e sapore: I recettori CB1 nell’bulbo olfattorio vengono sensibilizzati dal THC — gli odori e i sapori agiscono in modo più intenso, rafforzando l’appetito

Risultato: una persona già sazia riceve un forte senso di fame sotto l’effetto del THC — e percepisce il cibo come particolarmente attraente.

Quali alimenti vengono preferiti?

Lo studio mostra che la fame indotta dal cannabis non è neutrale. Sotto l’influenza del THC vengono preferiti:

  • Alimenti dolci, ricchi di carboidrati (sistema di ricompensa del dopamina + gusto)
  • Snack salati e grassi
  • Opzioni ad alto contenuto calorico complessivamente

La ragione: il THC potenzia l’attivazione del sistema dopaminergico mesolimbico in modo maggiore per alimenti ricchi di calorie rispetto ad alternative povere di nutrienti. Il cervello valuta il contenuto calorico degli alimenti in modo diverso sotto l’effetto del THC.

Utilizzo medico: cachessia e anorexia

Proprio questa azione di stimolazione dell’appetito è di valore medico per i pazienti che soffrono di anorexia patologica:

  • Kachexia nel cancro: La cachessia tumorale è un sindrome pericolosa per la vita caratterizzata da un forte dimagrimento. I cannabinoide (THC, Dronabinolo) vengono utilizzati come supporto per il controllo dei sintomi
  • Kachexia HIV/AIDS: Il Dronabinolo è approvato negli Stati Uniti per l’anorexia e il dimagrimento associati all’HIV (approvazione FDA del 1992)
  • Nausea indotta dalla chemioterapia: I cannabinoide riducono la nausea (effetto antiemetico) e favoriscono così l’assunzione di alimenti
  • Malattie infiammatorie croniche dell’intestino (MICI): Il THC può ridurre i parametri infiammatori e migliorare l’appetito nel morbo di Crohn e nella colite ulcerosa

In Germania il Dronabinolo (THC sintetico) è prescrivibile per queste indicazioni come ricetta. L’evidenza scientifica è solida per la cachessia, ma non si tratta di evidenza di livello 1.

THCV: L’inibitore naturale dell’appetito

In modo interessante, la cannabis contiene anche una sostanza con effetto opposto: Tetraidrocannabinvarin (THCV).

  • Il THCV agisce come antagonista del recettore CB1 (inibisce il recettore, invece che attivarlo)
  • In modelli animali e in primi studi su esseri umani: inibitore dell’appetito, potenzialmente antiobesogeno
  • Presente in determinate varietà di cannabis (soprattutto varietà landrace africane come Durban Poison) in concentrazioni più elevate
  • Interesse farmaceutico: il THCV come potenziale farmaco antiobesità in fase di ricerca

CBD e appetito: interazione complessa

Il CBD non mostra un classico modello “munchies”:

  • Il CBD modula i recettori CB1 in modo diverso dal THC (modulatore allostero, non agone diretto)
  • In dosi elevate, il CBD può attenuare l’effetto appetito-stimolante del THC (modulatore allostero negativo)
  • Negli estratti a spettro completo (THC + CBD): l’equilibrio influisce su quanto intensamente si manifesta l’effetto dell’appetito
  • CBD da solo: nessun effetto costante sull’appetito negli studi

Tolleranza e consumo a lungo termine: l’effetto si attenua?

I consumatori regolari riferiscono spesso che l’intensità dei munchies diminuisce nel tempo. Questo è spiegabile da un punto di vista neurobiologico:

  • I recettori CB1 nell’ipotalamo si desensibilizzano con l’esposizione cronica al THC (downregolazione)
  • Paradosso: consumatori a lungo termine presentano in media un peso corporeo inferiore rispetto ai non consumatori in studi basati sulla popolazione — possibile spiegazione: accelerazione cronica del metabolismo dovuta alla desensibilizzazione dei recettori CB1
  • La T-Break (pausa di tolleranza) fa tornare più forte l’effetto fame

I terpeni modulano altresì appetito e umore: Terpeni del cannabis: myrcene, limone, cariofilene. Meccanismo d’azione dettagliato: Effetto del cannabis e sistema endocannabinoide. Cannabis medico su ricetta: Cannabis su ricetta.

Il meccanismo dell’appetito è noto — ma che effetto ha il cannabis a lungo termine sul peso corporeo? Cannabis e peso: il paradosso tra munchies e BMI — il paradosso degli studi, il THCV come antagonista naturale e quando il cannabis porta all’aumento di peso.

L’opposto dei Munchies — quando il cannabis viene utilizzato contro la nausea: Cannabis contro la nausea e la chemioterapia: Nabilon e Dronabinol — Nabilon e Dronabinol come antiemetici approvati, meccanismo e quando i pazienti con cancro ne traggono beneficio.

Domande frequenti su cannabis e fame