Cannabis e cancro: ricerca e realtà antitumorale

Punti chiave: in vitro e in modelli animali, i cannabinoidi inibiscono la crescita tumorale, l’angiogenesi e le metastasi. Nell’uomo: nessuna evidenza clinica di cura del cancro. La cannabis nel cancro è ben documentata per il controllo dei sintomi (dolore, nausea, appetito).
In sintesi:
  • In vitro: i cannabinoidi inibiscono la crescita tumorale, l’angiogenesi e le metastasi in decine di linee cellulari
  • Guzman 2006: l’iniezione intratumorale di THC ha inibito il glioblastoma in 2/9 pazienti – unico esperimento clinico
  • Nessun RCT dimostra la cura del cancro con la cannabis – il controllo sintomatico è ben stabilito

Cannabis e cancro: tra speranza ed evidenza

Nessun argomento nella ricerca sulla cannabis è così carico di emozioni come la questione degli effetti antitumorali. Su Internet circolano notizie sulla cannabis come cura per il cancro, ma la realtà scientifica è molto più sfumata. Esistono dati reali e solidi in vitro e sugli animali sulle proprietà antitumorali dei cannabinoidi. Non esistono studi clinici sull’uomo che dimostrino che la cannabis curi o arresti in modo permanente il cancro nell’uomo.

Risultati in vitro: cosa succede nelle colture cellulari

Tipo di cancro Studio Risultati
Glioblastoma Guzmán et al. 2006 (Cancer Res) Iniezione intratumorale di THC: inibizione della proliferazione delle cellule tumorali e induzione dell’apoptosi in 2 dei 9 pazienti con GBM (primo studio pilota sull’uomo)
Cancro al seno Caffarel et al. 2010 (Mol Cancer) Il CBD inibisce la migrazione e l’invasione delle cellule del cancro al seno attraverso l’inibizione del gene ID-1 in modelli animali e in vitro
Cancro al polmone Preet et al. 2008 (FASEB J) Il THC inibisce le metastasi del cancro al polmone in un modello murino; riduce l’invasione delle cellule tumorali
Cancro del colon-retto Aviello et al. 2012 (J Mol Med) Il CBD inibisce la crescita delle cellule del cancro colorettale attraverso vie CB1/CB2-indipendenti; induzione dell’apoptosi
Leucemia McKallip et al. 2002 (Sangue) Il THC induce l’apoptosi nelle cellule leucemiche attraverso il recettore CB2; nessun effetto sulle cellule immunitarie sane

Perché i dati in vitro non possono essere trasferiti all’uomo

I dosaggi negli esperimenti di coltura cellulare sono in genere 10-100 volte superiori a quelli che si possono ottenere nell’uomo. Ciò che uccide le cellule cancerose in provetta uccide anche le cellule sane in questa concentrazione in vivo. Nessun CBD o THC ingerito per via orale raggiunge la concentrazione tissutale utilizzata negli studi in vitro.

Punto più importante: ad oggi non esiste alcuno studio di fase 3 completato che dimostri che la cannabis riduca i tumori o la mortalità per cancro negli esseri umani.

Cannabis per il cancro: cosa funziona davvero

Il ruolo clinicamente ben documentato della cannabis in oncologia è quello di terapia di supporto e palliativa:

Dolore: il dolore da tumore – soprattutto quello neuropatico – risponde bene alla cannabis. Modulazione del dolore mediata dal CB1 nel midollo spinale; effetto di risparmio degli oppioidi (Johnson 2010).

Nausea e vomito (CINV): La migliore indicazione comprovata. Dronabinol autorizzato dal 1985. Antiemetico di seconda scelta dopo l’ondansetron.

Stimolazione dell’appetito/cachessia: il THC stimola l’appetito attraverso l’ipotalamo-CB1. Rilevante per i pazienti affetti da tumore con perdita di peso (sindrome da cachessia).

Ansia e depressione: i pazienti affetti da tumore presentano un’elevata comorbidità psichiatrica. Il CBD è ansiolitico, il THC migliora l’umore – migliora la qualità della vita.

Disturbi del sonno: Comuni nei pazienti oncologici; la cannabis (a prevalenza di THC la sera) migliora il sonno profondo e la latenza di insorgenza del sonno.

Importanti informazioni sulla sicurezza

La cannabis come terapia antitumorale al posto del trattamento medico convenzionale può portare a ritardi pericolosi per la vita. Esistono casi documentati in cui i pazienti hanno perso stadi tumorali pronti per la chemioterapia a causa dell’auto-trattamento con la cannabis. La cannabis come integrazione alla terapia oncologica è utile e ben documentata, mai come sostituto.

GKV e cancro

I pazienti affetti da tumore hanno uno dei più alti tassi di approvazione della cannabis terapeutica da parte del SHI:
– Dolore da tumore (nocicettivo e neuropatico)
– Nausea indotta da chemioterapia dopo il fallimento degli antiemetici classici
– Perdita di appetito/cachessia nella malattia tumorale avanzata
– Sedazione palliativa (ansia, disturbi del sonno)

Studio in evidenza: Guzmán et al. 2006 (Cancer Res): L’iniezione intratumorale di THC ha inibito la crescita del glioblastoma in 2 su 9 pazienti. L’unico esperimento clinico sull’uso diretto di cannabinoidi antitumorali – un segnale pilota, non una prova di cura.
Per saperne di più sull’argomento:

FAQ: Cannabis e cancro

Sintesi

Cannabis e cancro – i dati in vitro mostrano effetti antitumorali di THC, CBD e CBG in colture cellulari e modelli animali. Mancano studi umani di fase 3 sulla terapia dei tumori – la cannabis non è una cura per il cancro. Il ruolo clinico ben documentato è nella terapia di supporto e palliativa: dolore tumorale, CINV, cachessia, ansia. I pazienti affetti da tumore hanno i più alti tassi di approvazione del SHI. La cannabis per la nausea da chemioterapia e la cannabis per il dolore da tumore forniscono informazioni più specifiche.

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