Cannabis per la sindrome del colon irritabile: IBS, CBD e dolore intestinale

Soprattutto, la sindrome dell’intestino irritabile colpisce il 10-15% della popolazione. I pazienti affetti da IBS presentano un aumento dell’attività di FAAH e una riduzione dei livelli di anandamide nell’intestino: un deficit di ECS misurabile direttamente nella sede dei sintomi.
In sintesi:
  • I pazienti affetti da IBS presentano un aumento dell’attività di FAAH e una riduzione dei livelli di anandamide nell’intestino – deficit misurabile di ECS
  • CB1 sui neuroni enterici: Il THC riduce l’ipermotilità e la sensibilità al dolore direttamente nell’intestino.
  • Il CBD desensibilizza i recettori del dolore TRPV1 nell’intestino – meno ipersensibilità viscerale

La sindrome dell’intestino irritabile e il sistema endocannabinoide

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è il disturbo funzionale gastrointestinale più comune, che colpisce il 10-15% della popolazione. La sindrome dell’intestino irritabile, senza una causa nel senso di una patologia organica, è caratterizzata da dolore addominale, alterazione della frequenza delle feci (diarrea, stipsi o mista) e flatulenza. Il sistema endocannabinoide è densamente distribuito in tutto il tratto gastrointestinale e regola proprio le funzioni che sono perturbate nell’IBS.

ECS nell’intestino: asse intestino-cervello

Il nervo enterico (il “cervello addominale”) contiene più neuroni del midollo spinale ed è strettamente connesso alla ECS. I recettori CB1 sono localizzati in:
– Neuroni enterici (controllo della motilità)
– Cellule epiteliali intestinali (funzione di barriera, secrezione)
– Cellule immunitarie (mastociti, macrofagi nella parete intestinale)
– Fibre nervose sensoriali indifferenti (dolore e distensione)

Gli endocannabinoidi (anandamide, 2-AG) regolano la motilità gastrointestinale (il CB1 inibisce la peristalsi eccessiva), la permeabilità intestinale e i segnali di dolore provenienti dall’intestino.

Teoria clinica del deficit di endocannabinoidi nell’IBS

La teoria CEDS di Ethan Russo (2004, 2016) descrive la sindrome dell’intestino irritabile come parte di un deficit clinico di endocannabinoidi, insieme all’emicrania e alla fibromialgia. Prove:
– I pazienti affetti da IBS presentano un aumento dell’attività FAAH → livelli più bassi di anandamide
– Polimorfismi CB1 associati alla gravità dell’IBS e al dolore addominale
– L’infusione di anandamide in pazienti con IBS riduce l’ipersensibilità viscerale (modello animale)

Situazione dello studio: Cannabis e IBS

Studio disegno Risultato
Wong et al. 2012 (Clin Pharmacol Ther) RCT, n=36, agonista CB1 (delta-9-THC) vs. placebo, IBS-D (diarrea-dominante) Il THC ha ridotto significativamente il tempo di transito gastrointestinale; ha ridotto il dolore da distensione del colon; nessun effetto sull’infiammazione.
Klooker et al. 2011 (buono) RCT, n=75, dronabinolo 2,5 mg vs. placebo, ipersensibilità viscerale Il dronabinolo riduce significativamente l’ipersensibilità al dolore viscerale nei pazienti con IBS
Andresen et al. 2016 (Clin Transl Gastroenterol) RCT, n=196, agonista CB1 (rimonabant era già negativo all’antagonista CB1), cannabidiolo Situazione più complessa: l’antagonismo CB1 aumenta la IBS – prova indirettamente l’agonismo CB1 come principio terapeutico
Thakur et al. 2014 (J Physiol Pharmacol) Panoramica, Cannabis + IBS Miglioramento consistente della Cannabis nella IBS-C (dominante la stipsi) e nella IBS-D attraverso la regolazione della motilità mediata dal CB1.

Tipi di IBS e cannabis

IBS-D (dominata dalla diarrea): L’attivazione del CB1 rallenta il transito intestinale → meno diarrea incontrollata. Il THC nella IBS-D ha un effetto antidiarroico (simile alla loperamide, ma con un meccanismo diverso).

IBS-C (a prevalenza di costipazione): Un’eccessiva attivazione del CB1 può esacerbare la stitichezza. Dosi più basse di THC + CBD possono essere più equilibrate per l’IBS-C.

IBS-M (mista): CBD in primis: minore influenza diretta del CB1 sulla motilità, ma ansiolisi (ansia come fattore scatenante della IBS) e inibizione dell’infiammazione.

Effetto specifico del CBD sull’IBS

Il CBD agisce sull’IBS in diversi modi:
Ipersensibilità viscerale: desensibilizzazione TRPV1 nelle fibre nervose intestinali → meno dolore con lo stretching normale
Ansia: asse intestino-cervello – ansia e stress esacerbano costantemente l’IBS. L’ansiolisi del CBD tramite 5-HT1A può migliorare i sintomi dell’IBS per via psicosomatica.
Permeabilità intestinale: il CBD rafforza le giunzioni strette nell’epitelio intestinale → riduce gli effetti di leaky gut

Evidenza dello studio: il nabilone (THC sintetico) ha migliorato significativamente il dolore e la qualità di vita nell’IBS in un RCT. I pazienti affetti da IBS hanno un’aumentata attività FAAH e livelli più bassi di anandamide nell’intestino – il background farmacologico per l’automedicazione con cannabis nell’IBS.
Per saperne di più sull’argomento:

FAQ: Cannabis per la sindrome dell’intestino irritabile

Sintesi

La sindrome dell’intestino irritabile e la ECS sono strettamente collegate: il CB1 regola la motilità intestinale, il dolore viscerale e la permeabilità. Gli studi clinici RCT dimostrano che il dronabinol e il THC riducono significativamente l’ipersensibilità viscerale e il tempo di transito intestinale. Il CBD agisce tramite ansiolisi, TRPV1 e protezione della giunzione stretta. L’IBS-D beneficia del THC (antidiarroico), l’IBS-C richiede un dosaggio più cauto. La cannabis per la fibromialgia e la cannabis per l’ansia coprono le comorbidità più comuni della IBS.

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